Il Palazzo Comunale
Il Palazzo comunale sorge su una vasta superficie dove preesistevano diverse costruzioni a corte. L'esigenza di edificare il palazzo comunale si presenta dopo il 1860 e il progetto viene affidato agli architetti Carlo Ciaramella e Francesco Danise. Questi si mossero nello spirito della forma architettonica come estetica pubblica, tipica degli ultimi decenni dell'800: la facciata, studiata nei dettagli, è carica di artifici prospettici, quali l'arretramento delle due estremità del fronte rispetto al corpo centrale, che da lontano rendono l'impressione di trovarsi dinanzi ad un edificio più ampio di quello reale. Il palazzo ha una pianta irregolare, con un cortile centrale posteriore per l'illuminazione dei vani interni. La facciata esterna, di gusto tardo-rinascimentale, è articolata in tre livelli da alti marcapiani e risulta divisa in tre parti per la sporgenza del corpo centrale. Quest'ultimo è sormontato da una piccola torre con orologio. L'atrio si apre con tre cancelli in ferro battuto con lo stemma cittadino; all'interno vi sono agili pilastri che sorreggono eleganti volte a vela. Al primo piano, cui si accede tramite uno scalone d'onore, c'è il Salone di Rappresentanza, che si affaccia sulla Piazza del Municipio. Il salone, progettato con particolare attenzione dal Danise, è un ampio spazio rettangolare, la cui pavimentazione, in seminato veneziano policromo, riprende forme e linee della decorazione del soffitto. Qui è raffigurata un'opera pittorica di Augusto Moriani (1886): L'Omaggio dei primi abitanti dell'agro afragolese al re Ruggiero il Normanno, mitico fondatore di Afragola.

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