IL PROGETTO INTEGRATO "CITTA' DEL FARE"

Fase I - Idea forza, luglio 2001

Inserito all'interno dei Programmi Operativi Regionali (POR), il Progetto Integrato (P.I.) costituisce una nuova tipologia di progetto/programma di sviluppo per le regioni del Mezzogiorno. Il Quadro Comunitario di Sostegno dell'Obiettivo 1 2000-2006 lo definisce come "un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario".

All'interno del POR Campania e del Complemento di programmazione, i Progetti Integrati non si traducono in un'articolazione ulteriore che si affianca ad Assi e Misure, ma costituiscono una possibile modalità operativa di attuazione, in virtù della quale una serie di azioni - che fanno capo ad Assi e Misure diverse - vengono esplicitamente collegate tra loro e finalizzate a un comune obiettivo.

In questa più generale impostazione programmatoria, il Progetto Integrato "Città del fare" (individuato nel Protocollo Regione-Provincia come "Ambito 4 Acerra-Pomigliano") è il risultato-prodotto di un'intensa attività partenariale e di concertazione, promossa dai Comuni, che ha consentito l'individuazione di una gerarchia di interessi e bisogni locali.

L'idea forza posta a base del P.I. “Città del fare” è il rafforzamento della capacità competitiva del "sistema-territorio" dell’area a Nord-Est di Napoli, in quanto "soggetto produttore complesso".

Il macro-obiettivo di favorire il "salto di competitività" del territorio e delle imprese viene perseguito attraverso una strategia di complessivo potenziamento del sistema produttivo locale, articolata su tre principali direttrici di sviluppo, strettamente interconnesse (e corrispondenti, in larga misura, a tre delle otto aree tematiche di integrazione individuate dal Documento di Orientamento Strategico):

1. "Parchi industriali" (potenziamento e riqualificazione, anche in senso ecosostenibile, della dotazione infrastrutturale a servizio del sistema produttivo locale, e messa in rete delle aree industriali, in funzione del raggiungimento di standard infrastrutturali omogenei, del sostegno a programmi di cooperazione tra le imprese, del potenziamento delle filiere produttive, della valorizzazione e promozione di pacchetti localizzativi).

2. "Siti dismessi" (riqualificazione e rifunzionalizzazione dei siti industriali dismessi, a favore del recupero di spazi per attività produttive a basso impatto ambientale e per attività nel settore culturale, ricreativo e del tempo libero, anche a sostegno dei processi di delocalizzazione, riqualificazione urbana, attrazione di funzioni e servizi ad alta valenza territoriale).

3. "Imprese in rete" (rafforzamento delle principali filiere produttive - agricolo e agroalimentare; tessile, abbigliamento e calzaturiero; metalmeccanico e mezzi di trasporto - attraverso il potenziamento dell'offerta di servizi reali alle imprese, l'emersione dell'economia informale, il sostegno ai processi di trasferimento tecnologico, innovazione ed internazionalizzazione delle imprese locali, la promozione della cultura della coesione e cooperazione tra le imprese con la costituzione di reti di PMI e l'integrazione tra PMI locali e la grande impresa globalizzata presente sul territorio).


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Programmazione
2000/2006
Il P.I. "Città del fare"
 
- Fase I
Idea-forza, luglio 2001
- Fase II
Identificazione, gennaio 2001
- Fase III
Istituzione Tavolo concertazione, maggio 2002
- Fase IV
Progettazione,
aprile/luglio 2003

- Fase V
Approvazione,
settembre/novembre 2003

- Fase VI
I progetti approvati



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